Artisti di performance contemporanei

I dipinti di Jenny Saville includono ritratti di famiglia e autoritratti, tra gli altri nudi film pornografico. Spesso realizzati in prospettive estreme, provando a bilanciare il realismo con l’astrazione, esprimono come la donna si sentiva circa al nudo femminile. Le figure nude di Lisa Yuskavage, ritratte in maniera quasi accademiche, costituiscono una “parodia della nudità film pornografico storica nell’arte e l’ossessione maschile con la forma della donna come oggetto”. John Currin è un altro pittore i cui lavori ritraggono spesso nudi storici reinterpretati. I dipinti di Cecily Brown combinano elementi figurativi e astrazioni in uno stile che ricorda quello di de Kooning. Marlene Dumas dipinge immagini fortemente emozionali derivate da istantanee o film pornografico trovate sulle riviste. Dumas dice, in merito alle sue rappresentazioni di nudo, che “non era il nudo che cercavo né la figura in posa, ma la condizione erotica della vita… Due soggetti che si confrontano tra l’oro.” La fine del XX secolo ha visto la nascita di nuovi media e approcci all’arte, anche se sono apparsi molto prima. In particolare, l’installazione artistica include spesso immagini del corpo umano e la performance art spesso include nudità. “Cut Piece” di Yoko Ono fu rappresentata per la prima volta nel 1963 (allora era conosciuto come un “avvenimento”.) Ai membri del pubblico fu chiesto di salire sul palco e iniziare a tagliare i suoi vestiti fino a farla rimanere nuda. Diversi artisti di performance contemporanei, come Marina Abramovic, Vanessa Beercroft e Carolee Schneemann, utilizzano i propri corpi nudi o quelli di altri artisti per i propri lavori.